venerdì 4 settembre 2009

canta che ti passa

Con l'allenamento di ieri sera ho peccato di presunzione e, così com’è giusto, a fine consumazione mi è stato presentato il conto.
Dopo aver pagato quanto dovuto, stanotte le gambe mi hanno più volte anticipato un’attenta selezione dei versi più significativi di quella che, gioco forza, sarà l’odierna colonna sonora:

“… ed è proprio quello che non si potrebbe quello che vorrei
ed è sempre quello che non si farebbe quello che farei
,
non si può sorvolare le montagne, non può andare dove vorresti andare
non si può fare quello che si vuole
non si può spingere solo l’acceleratore
guarda un po’ ci si deve accontentare

3 commenti:

the yogi ha detto...

se ne è valsa le pena, inutile parlarne.... anche il dolore è propedeutico :)

Francarun ha detto...

Ma se ti sei allenato bene che ben vengano i dolori alle gambe...che poeta che sei !

Ciccò.rre ha detto...

Yogi: hai pienamente ragione, non fosse altro per il fatto che il dolore accentua la soddisfazione di aver fatto qualcosa di buono.
Franca: io, al massimo, potrei passare per “ragazzo sensibile” ma il poeta in questione è Vasco Rossi