venerdì 27 novembre 2009

Mi si consenta


Mi si consenta uno sfogo:
ma porca paletta. Basta.
Echeccazzo! Sono stufo di sto piede dimmerda.
Nove mesi. No, dico: NOVE MESI
Tre distinti medici. Tre medici che mi ordinano ognuno le proprie terapie nei propri centri.
Due cicli di laser, due di tecar e uno di ultrasuoni.
Nove mesi che son fermo e non si è risolta ‘na benemerita sega.
Ogni volta che provo ad accennare a qualcosa che assomiglia anche lontanamente ad una corsetta ecco che si presenta puntuale lo stesso dolore del curucucù.
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Non tornerò più a correre, ci rinuncio, attacco le gambe al chiodo

venerdì 20 novembre 2009

Ho trovato conferme

Il dubbio che mi ero posto tempo fa ha trovato conferme.
Ho raccolto ben quattro esperienze di altrettanti runners che, con l’uso di una scarpa particolarmente ammortizzata, hanno visto compromessa in varia misura la fascia plantare.
Pare che il problema sia principalmente riconducibile alla particolarità dell’appoggio che, sommato all’anatomia del piede, va a sollecitare la fascia in maniera troppo profonda.
Forte di queste affermazioni, ho riposto nella loro scatola le corresponsabili Nike Air Zoom Vomero (praticamente nuove) ed ho premiato la fedeltà ASICS acquistando le Gel Stratus 3
che propongo in allegato.

venerdì 13 novembre 2009

A.A.A. cercasi aiuto

Ricapitolando:
  1. Correva (!!) l'anno 2006 quando, in preparazione alla montagna ed in sostituzione alla bicicletta, comincio a correre.
  2. Corro senza metodo ma con continuità per un paio d’anni e poi arriva la prima competitiva: - 32 km di salita in 3:07.
  3. Mi piace!
  4. Organizzo la prima maratona della mia vita.
  5. Continuo a correre senza metodo. Corro tanto, troppo e male.
  6. Nel febbraio 2009 chiudo la mia prima maratona in 3:28:21 ma tra fascite, lesione e relativo versamento, mi sono distrutto la pianta del piede sinistro.
  7. Dopo quasi un anno di sola bicicletta visite e terapie, con il prossimo mese di dicembre/gennaio riprenderò a correre.
Fermo restando un necessario periodo di risveglio, ho bisogno di qualcuno che m’insegni a gestirmi. L’idea è quella di arrivare a chiudere delle discrete mezze e, in un secondo tempo, tornare a rivolgere lo sguardo ai 42 km.

Orbene: sono ben accetti consigli di ogni genere ma, in particolare, tabelle e mirati programmi d’allenamento.
Sono stradilà di sicuro di trovare validi riscontri e, per questo, vi ringrazio fin d’ora.